LAVORO

Di Andrea Pauletto


 

 

Amo il mio lavoro, accolgo le persone, apro loro le porte del paradiso, le porte di un sogno. C’ è tutto qui. Cibo, vino, bibite fresche, dolci, frutta; si siedono ed attendono che io li serva. Abbiamo tutto quello che volete quest’ oggi, pasta, carne, pesce… tutto. Amo i clienti del ristorante, i clienti del mio capo, li amo come fossero miei fratelli, come fossero miei amanti. Questo è amore. Il mio capo invece si occupa di me come fossi un figlio. Posso fare quello che voglio con lui, basta che mi impegno, che sorrido e che vendo il più possibile, soprattutto antipasti e pesce,  sono bravissimo, un Dio. Il lavoro è lavoro! Sempre. Entro dalla porta sul retro con la mia borsa. La svuoto su di una sedia e c’ è lei. La divisa. Io le persone le accolgo in divisa. Devo essere vestito in un certo modo per amare ed accogliere tanti tipi di persone, tutte differenti. Particolari. Ognuno cammina in modo unico. C’ è di tutto qua dentro. Il mondo passa davanti ai miei occhi. In questo paradiso. Dove si mangia. Dove si beve. A qualsiasi ora del giorno, no stop. Dalla mattina alla sera vengono un sacco di personaggi. In realtà il mio capo apre le porte del paradiso alle undici e trenta del mattino e chiude a mezzanotte. Io inizio il mio turno alle quindici, quindici e trenta. Non prima di indossare la mia potente divisa. Un concentrato di serietà, eleganza e forza. Gilè nero, cravatta nera, pantalone nero leggermente attillato, scarpe nere e camicia bianca. Un figurino. Bello. Giovane. Forte. Sicuro di se. Sono qui, sicuro di me. Sono sempre o quasi davanti alla porta, osservo la gente che passa davanti alla nostra porta. La porta del paradiso. La piccola porta di una meraviglia di piccolo ristorante famigliare nel centro della città di Dio. Appena qualcuno si ferma a leggere il menù che abbiamo fuori, io attacco. Come uno squalo, ma con un bello, bellissimo sorriso a quarantacinque denti. -BUON GIORNO, ABBIAMO TUTTO OGGI, TUTTO FRESCO, PESCE, PASTA, RISOTTI PESCATORA, FUNGHI, POMODORO, CARNE DI VITELLA MERAVIGLIOSA, MANZO, AGNELLO. LASAGNE CASERECCE, CANNELLONI SFORNATI STAMATTINA, FRESCHISSIMI, CARCIOFI INCREDIBILMENTE GUSTOSI, VERDURA APPENA COLTA DALL’ ORTO NOSTRO. NON ASCOLTATE GLI ALTRI DEI RISTORANTI QUI VICINO…. PARTE DI QUELLO CHE DICONO E’ FALSO. SIAMO GLI UNICI DA ANNI CHE LAVORANO CIBO FRESCO, FATTO IN CASA. LORO PARLANO E BASTA. DATE UN’ OCCHIATA NON LAVORANO COME NOI. GUARDATE LA NOSTRA VETRINA INTERNA DEL PESCE… ABBIAMO DELLE SPLENDIDE SPIGOLE CHE NON VEDONO L’ ORA DI TUFFARSI NELLE VOSTRE BOCCHE. BOCCHE SICURAMENTE RAGIONEVOLI E VOGLIOSE DI SAPORI SINCERI, FORTI E SANI. SOPRATTUTTO SANI. SAPORI FATTI IN CASA! VOI SIETE SICURAMENTE DELLE PERSONE INTELLIGENTI, VE LO LEGGO NEGLI OCCHI. VEDO GIA’ SUL TAVOLO, PRONTO, UN PITTORESCO BUFFET DI INSALATA VERDE, RUCOLA, POMODORI PACHINO E MOZZARELLA DI BUFALA, IL TUTTO CONDITO OVVIAMENTE DA ME CON UN GOCCIO DI OLIO SICILIANO E UN PIZZICO DI SALE FINO. QUESTO E’ IL POSTO GIUSTO, SIGNORI; E’ IL POSTO PER VOI. OGGI E’ LA VOSTRA GIORNATA FORTUNATA… SIETE SPECIALI, LO SO’ E QUESTO POSTO E’… PER GENTE SPECIALE. C’ E’ POSTO, C’ E’ POSTO, IL VOSTRO TAVOLO E’ PRONTO. ENTRATE, ACCOMODATEVI, SIETE A CASA VOSTRA. VI SERVIRO’ BENE -. Io attacco e loro arrivano a fiumi… proprio come pesci, il mio splendido modo di presentarmi al pubblico dei passanti è infallibile, sono come pesci e le mie parole come una preziosissima e potente canna da pesca… cazzo! Corro da una sala all’ altra, controllo, servo, osservo. Mi assicuro che tutti stiano bene. Quando li vedo seduti a tavola mi commuovo, diventano, si trasformano in fratelli, sì, proprio così, sono i miei dolci fratelli. Qualcuno si lamenta, altri hanno fretta. Li capisco e cerco di dare il meglio di me… sono il fratello maggiore porca miseria. Prendo la situazione in mano e dirigo l’ orchestra con assoluta precisione, con grinta forza e determinazione, passo da un tavolo all’ altro a chiedere –COME STATE? TUTTO BENE? SIETE SERENI? SIETE DELLE PERSONE INTELLIGENTI, ORA SIETE A CASA, IN FAMIGLIA- Corro, corro, corro, parlo, parlo, parlo. La stanchezza non c’ è, non sento nulla, solo il dovere di fare stare bene tutti, di controllare i conti, di assicurarmi che qualche fratello non se ne vada senza pagare e di completare un sacco di antipasti che devo comporre io personalmente. Prosciutto tagliato fino, buffet di mozzarella e pomodorini vanno a ruba ed io li vendo bene, benissimo; a peso d’ oro. Ogni tavolo che si rispetti ha il suo bell’ antipasto. Commovente! Se qualcuno non lo vuole, beh, non è degno di essere considerato un mio fratello. Il mio capo che mi vuole bene come un figlio lo dice sempre – SONO INFAMI, NON MERITANO UN CAZZO, LASAGNE SCALDATE NEL MICROONDE A QUELLI – Ha ragione, non meritano nulla, niente. Non hai i soldi per mangiare!? Vai al bar a farti un panino. Come fanno ad uscire di casa questi qua? Io corro, corro, corro da un tavolo all’ altro cercando di farli stare bene e questi elementi mi ordinano una pizza in quattro! Che schifo! Come fanno? – STATE A CASA, STATE!!- Mai vorrei fratelli come voi. Un fratello mangia come si deve. Me ne fotto di voi, morti di fame. Fiero e con il petto in fuori me ne fotto. Devo essere pronto e determinato per i tavoli belli. Curare solo quelli. I tavoli belli e degni della mia attenzione. Ordine e disciplina! Devo avere più di due occhi. Controllare sempre la porta, assicurarmi che ci siano potenziali clienti; se vedo qualcuno lo fermo come un pesce; mollo tutto e… attacco! Soldi, loro sono soldi, fratelli, certo, ma che diventano a fine serata, moneta! E’ importante. Il mio capo dice sempre. C’ è crisi. I soldi ci servono. Bloccali e attacca. Bloccali. Sei bravo a parlare. – DAI. FORZA! C’ E’ CRISI, STIAMO TUTTI NELLA MERDA. LA GENTE MUORE DI FAME. NOI NO! NON DOBBIAMO FARE LA FAME!- E’ vero. Se noi facciamo la fame, gli altri di fame ci muoiono! Il mio capo lo dice sempre. Stiamo tutti nella merda. C’ è crisi. E’ vero. Quando io sto sulla porta. Con il mio bel visino, il mio sorriso ironico e le mie convincenti parole; la gente entra. E il mio capo dice, bravo! Non importa se le persone escono deluse o felici. L’ importante è sorridere, sempre, servire ed amare. Come fossi un casanova. Questo è quello che faccio. Questo è quello in cui credo. Questo è quello che devo fare. Questo è quello che dice il mio capo. Amiamo il nostro lavoro, accogliamo le persone, apriamo loro le porte del paradiso, le porte di un sogno.

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