LAVORA, CRISTO!

Gesù Cristo. Appeso. Lassù. Croce di legno antico, saldo, consistente. Povere mani, nervose, forti, tenaglie di lavoratore. Lavora tutti i giorni e tutto il giorno quello stesso legno che imprigionerà il suo corpo. Gliele inchioderanno le mani! I palmi all’infuori verso il popolo, il dorso di esse incollato al legno della grezza croce che dovrebbe ingabbiare, secondo loro, l’anima, mente, cuore, dignità di giovane lavoratore.
Tutti i giorni, tutte le mattine, sveglia presto; se non all’alba, poco dopo. Lavaggio facciale, risciacquo orale, nettezza ascellare. Tutto questo grazie alla presenza dell’acqua santa e limpida proveniente dalla nuova tinozza fabbricata pochi giorni prima da lui, giovane falegname. Una incantevole e ben lavorata grossa conchiglia fatta di quel materiale prezioso che viene lavorato ogni santo giorno.
A quest’ora del mattino l’ acqua contenuta nella tinozza sembra fatta di legno. Sì, è… legnosa. Dura, pesante, difficile da sopportare. Quasi spezza le ossa tanto è fredda.
Il fuoco del piccolo camino della dimora del giovane si è spento da un pezzo. L’aria e il vento rigido della notte hanno conquistato ogni angolo dell’alloggio. Alzarsi dal giaciglio pare quasi impossibile in queste condizioni. Il giovane, forte, impavido, determinato, riesce, sempre. Sua madre in una stanza adiacente dorme ancora, non si sveglierà che un’abbondante ora dopo; ma è stata lei che ha lasciato la sera prima il recipiente pronto per essere usato. Tutti i giorni, tutte le sere, prepara. Si assicura che il risveglio del figlio sia accompagnato da acqua, pane e latte di capra fresco, profumato, intenso, immolato al consumo mattutino dell’instancabile lavoratore.
La pelle della donna è incredibilmente incontaminata, lattea!
Proprio come il ristoratore liquido bianco che Gesù, suo figlio, sorseggia tutte le mattine con gusto.
Maria.
La chiamano così. Attenta, dolce, laboriosa madre. Decisa, energica, acuta donna di casa. Maria! Madre fiera del manovale più efficiente della provincia.
Il risveglio è leggero, come quello di una piccola creatura che si appresta a scoprire le bellezze e brutture di un mondo non ancora conosciuto. Il corpo riposato non fatica ad alzarsi dalla culla di Signora. Possiede ancora il vigore di una giovincella. Gli impegni, già dalle sette e trenta, le invadono la mente. Gambe e braccia sono mosse dall’orgoglio e voglia di vedere ancora, e ancora, e ancora, il suo pargolo cresciuto e addestrato alla perfezione. Schiena diritta, petto in fuori, piedi ben piantati nel terreno, gambe salde, armi in mano!
Potenti, veloci come pugni nello stomaco questi cinque comandamenti si ripetono ogni dì nella testa di Gesù.
Il sudore allaga il corpo come fosse un orto assetato. Ogni poro della pelle si riempie di acqua salata minuto dopo minuto. Ora dopo ora.
Batti!
Materiale grezzo.
Batti!
Forma indefinita.
Batti!
Potenziale opera meravigliosa.
Batti!
La consegna si avvicina.
Batti!
Senza sosta. Non fermarti.
Senti!
Schiena. Petto. Gambe.
Mani che… tenaglie di Dio Padre, stringono armi precise e fabbricate sapientemente affinché costruiscano ciò che i ricchi signori di città potranno utilizzare per semplice uso domestico, senza nemmeno lontanamente immaginare quanta sofferenza e sacrificio si nasconde dietro le ali della loro fabbricazione.
Schiena, diritta come tronco di pino sorregge l’insistente e pesante battere di ferro contro legno.
Petto, teso, gonfio e fiero permette alle mani di avvinghiare con sicurezza e tenacia le armi di operaio.
Gambe sode e gagliarde sostengono gli immani sforzi del lavoro giornaliero che durerà fino a tarda sera.
Righe, martelli, trapani, pialle e piallette, innumerevoli assi e forme di legno infestano la casa-laboratorio costruita dal padre mastro falegname ormai deceduto, Giuseppe.
Giuseppe! Giuseppe!
Ogni mattina appena sveglio, il giovane, sente ripetere all’interno della sua mente le precise e potenti parole del padre.
Svegliati, Cristo.
Tu ora, uomo, dovrai stringere martelli e pialle e fabbricare ciò di cui il popolo e i ricchi signori hanno bisogno. Seggiole e seggiolini sui quali accomodarsi senza aver paura che si spezzino da un momento all’altro. Tavoli e tavolate sulle quali poggiare bevande e cibo che saranno consumati con foga o con tranquillità. Mensole e ripiani che accoglieranno ricordi, pergamene, documenti, oggetti sacri e quant’altro. Impegnati, affinché il tuo sonno non sia turbato durante la notte da demoniaci pensieri che possano deviare la tua mente.
Tuo ora, il compito di saziare te stesso e il corpo di tua madre affinché siate giorno dopo giorno lucidi e in salute di modo che possiate adempiere con energia ai vostri doveri di cittadini laboriosi servi del dovere. Chinatevi e ringraziate la vita e tutto ciò che vi sta offrendo. Il pane che la mattina, fresco, varca la soglia della piccola abitazione. L’acqua, anche se gelida, con la quale vi rinfrescate gola e labbra e che con il nascere del sole pulisce e rigenera la vostra stanca ma resistente carne. La meravigliosa e frizzante capra che con il suo nettare riempie i vostri lucidi calici ogni settimana, permettendo al vostro organismo di essere sempre fluido e terso. Ma soprattutto, figlio mio, ringrazia me, vecchio padre, che ti ha dato la preziosissima opportunità di apprendere un lavoro.
Nulla è più importante di questo!
Lavoro. Lavoro. Lavoro. Lavoro.
Lavoro, Gesù Cristo.
La mente e il cuore sono pieni delle parole di suo padre.
Potenti. Incisive. Abbaglianti.
Ma non per questo l’uomo di casa Gesù dimentica i propri impegni e doveri.

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