FATTO. SONO FATTO, CAZZO!

Di Andrea Pauletto


 

 

Marco lavora quasi tutti i giorni in fabbrica. Per via della crisi e della disoccupazione della moglie, sei giorni su sette lavora.

Passa nove ore in officina, la mattina alle otto in punto si piazza di fronte al suo tornio e modella pezzi di metallo che diventeranno poi cilindri per automobili. Tutto il giorno, per otto ore, con solo mezz’ ora di pausa lui lavora instancabilmente. A volte usa anche la fresa; ma preferisce il tornio. Marco dice che è più semplice e poi ormai ci si è affezionato. E’ da molti anni che ci lavora. Da quando ha sedici anni sta li. Per tutti è un tornitore. Non conosce altro lavoro.

Se qualcuno dovesse chiedergli, – chi sei? – Lui risponderebbe, – sono un operaio, un operaio specializzato. –

Lo specialista del tornio finisce tutte le sere alle diciotto e trenta. Passa prima dal bar, discute con qualche amico di politica e lavoro, ordina i suoi due soliti Negroni, li sorseggia lentamente; ama il Negroni, è forte, molto, ma lui ormai ci è abituato, non si ubriaca mai, non ha l’abitudine di mischiare. Beve solo Negroni. Due, tre, anche quattro a volte e rimane sempre apparentemente lucido. Comunque non esce mai dal bar in condizioni pessime. Regge. E’ uno che regge. Molti direbbero che è un bevitore intelligente.

Finiti i suoi due beveroni super alcolici, saluta gli amici, operai come lui, sale in macchina e vola a casa in tempo per la cena.

Martina ha fatto le pulizie tutto il giorno, la casa faceva schifo, sporca e piena di polvere… è riuscita a trovare il tempo anche di fare la spesa nel tardo pomeriggio. Il frigorifero era vuoto. Ha acquistato di tutto! Non ha badato a spese. E’ contenta. Per le prossime due settimane non dovrà più passare quasi un intero pomeriggio al supermercato. E’ soddisfatta. Stanca ma soddisfatta. Il frigorifero è pieno e la casa brilla. Il cesso poi, è uno specchio! Ha anche trovato il tempo di correre dal parrucchiere per farsi i capelli. Vuole essere bella, sentirsi bene, potersi guardare allo specchio e dire, – Bella, oggi mi piaci! –

Marco glielo ripete tutte le sere. Dopo il bar.

Scende dalla macchina, entra in casa, le sorride e ripete queste magiche parole alla sua Martina. Basta poco per farla contenta. Le bastano poche parole, semplici ma dolci. Bella. Mi piaci.

La vita è dura, il periodo storico non è favorevole ma i due riescono sempre a cavarsela. Non navigano nell’ oro ma ce la fanno sempre. Anche solo con il lavoro di Marco alla fine del mese ci arrivano.

A cena si parla poco, sono esausti. L’ unica frase che esce, tutte le sere, dalla bocca di Marco è – hai trovato qualcosa? –

E tutte le sere Martina in silenzio, solo con un’occhiata, risponde in modo negativo. Niente! Il deserto. Di lavoro non ce n’ è!

L’ abbondante cena preparata con cura da Martina finisce insieme all’ ultimo servizio che chiude il telegiornale. Sono le venti e trenta. Il caffè è quasi pronto. Marco, pulito, sbarbato e profumato lo è già da un pezzo. Il grasso dell’officina che invadeva le sue mani è stato sciacquato via dall’ acqua e sapone della doccia quasi un’ora prima. Un sorso di caffè sufficiente a svuotare la tazzina e… via. Saluta la donna e vattene. Via. E’ sabato. Sono le ventuno in punto. Chiama, avanti è già tardi. Lo stipendio lo hai preso. Hai fatto anche un sacco di lavoro extra questo mese. Te lo meriti del resto. Il culo tutti i mesi ti fai, sei giorni su sette. Oggi è sabato ed hai lavorato fino alle diciotto e trenta, cazzo.

Te lo meriti. Esci da quella casa. Martina poi è stata brava. La casa uno specchio l’ha fatta diventare. Quella donna è un tesoro.

Si preoccupa però. Non dice nulla è silenziosa ma sai che si preoccupa sempre per te. Tu però non ci puoi fare nulla devi andare e correre.

Prima al bar dai tuoi amici, salutare, sorridere, dialogare, dire cose apparentemente sensate, che alla fine poi non portano mai ad un cazzo, bere altri due e profumati Negroni e poi, via, di nuovo, verso chissà dove. Dove vai? Marco, dove vai? Lo sai che Martina si preoccupa. Ma sta zitta, non dice nulla, incassa solamente. Del resto sei l’unico che lavora in casa. Ti puoi permettere qualunque cosa. Puoi fare quello che vuoi, non correre però. Chiama, prima e vedi se c’ è. Detto, fatto. C’ è!

Ora ti puoi rilassare.

E’ rilassato Marco. Sta bene ora. Esce dal bar e con calma mette in moto la sua auto. Ha un appuntamento. Importante. Il tradimento si sta consumando. Martina sa tutto ma non dice nulla. Se ne sta a casa, sola, guarda la tv sperando che non succeda un’altra volta.

Ma è difficile. Marco ritorna da lei. E’ da più di un mese che non si vedevano. Ma ora l’ha ritrovata, stava con Giulio, in un altro bar. Si sono incontrati, – Ciao Giulio, è qui? -, – Ciao Marco! Eccola! Ma non avevi chiuso con lei? –

Eri riuscito a non incontrarla più!

Sì, ce l’avevo quasi fatta. Ma oggi no! Voglio stenderla nella mia macchina dolcemente, la nel parcheggio. Me la voglio godere. Stare con lei. Parlarci, guardarla, spogliarla. Sono stressato, i soldi sono pochi, il lavoro è duro, i tempi difficili. Non ce la faccio da solo. Stasera ho bisogno di lei. La apro con forza. E’ tanta e profumata. Mi mancava.

L’ho stesa. Me la sono fatta tutta in meno di mezz’ ora.

Ho promesso alla mia donna che non l’avrei più incontrata. Ho promesso a me stesso che non ci sarei più ricascato.

Oggi no! L’ho stesa in macchina e me la sono fatta. Tutta!

Cinque botte e via! Direttamente al cervello. Sono fatto. Sono fatto, cazzo!

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