PREPOTENZA

Di Andrea Pauletto


 

 

 

Bibock. Birra buona. Sull’etichetta c’ è stampata la parola più bella del mondo.

Prepotenza!

La mia testa trema.

Prepotenza!

La pesantezza della parola la sento dappertutto.

Mi penetra. Dai piedi fino su, all’interno del mio cervello.

Prepotenza!

Non l’avevo mai assaggiata la birra della prepotenza.

Ad ogni sorso sento la leggerezza degli ingredienti e nello stesso tempo percepisco anche una certa… forza. Ci deve essere dentro qualcosa di speciale. Un ingrediente tutto particolare. Cosa potrà mai essere? Malto? Luppolo? Lievito?

Secondo me no!

C’ è dell’altro. Mia madre me lo dice tutte le mattine. Non ti fidare mai. C’è sempre qualcosa… dietro. Tutto e tutti nascondono il loro vero volto dietro semplici e banali ingredienti.

Giusto! Maledettamente giusto.

La Bibock è buona. Leggera e potente. La mia testa pulsa. Il mio cervello spruzza nebbia che mi attraversa gli occhi. Non capisco. Che succede?! Vedo le cose storte.

Mezz’ ora fa era tutto così… dritto.

Ora è tutto così… storto.

Le pareti del locale sono oblique.

Il pavimento si è trasformato. Somiglia a uno scivolo per bambini.

I clienti di questo posto da grandi sono seduti a malapena sulle seggiole. Se dovessero spostarsi anche solo di un millimetro, cadrebbero con la faccia sul pavimento.

Fanno finta di nulla, se ne fregano. Sono pazzi! Qui è tutto… storto e… non casca nulla dai piccoli tavoli che riempiono il locale dei grandi.

Tutto rimane in bilico, come se ogni cosa e persona avesse un personale paio di ali enormi e bianche come le nuvole. Mi sento strano, faccio fatica a stare seduto.

Mi aggrappo con forza al tavolo per non cadere dalla seggiola.

Mia madre me lo dice sempre. Tutelati. Proteggiti. Tieni stretto e non mollare mai. Aggrappati alle cose più care e vicine. Tutelati. Sempre.

Non ce la faccio, è più forte di me, non reggo più.

Prepotenza!

Sto per cadere.

Prepotenza!

Vedo doppio.

Prepotenza!

Tutto si muove.

La parola più bella del mondo si è appiccicata con forza dentro la mia testa.

Vedo storto e mi sento storto.

Le uniche cose che riescono a rimanere dritte sono le tre bottigliette di Bibock che serene, immobili e vuote rimangono poggiate sul tavolo, di fronte a me.

Prepotenza!

Lascio tutto.

Prepotenza!

Culo a terra.

Prepotenza!

Sono uscite! Tutte e tre. Le mie Bibock come figlie sono sparse su tutto il pavimento. Ho cercato di reggere ma non ce l’ho fatta. La fontana mi è scoppiata. Il misterioso ingrediente ha reagito dentro di me. Dentro il mio stomaco. Non ce l’ho fatta. Ho allagato il locale dei grandi. Fa tutto così schifo, ora. Sporco di cibo e birra me ne vado accompagnato dagli occhi delusi dei grandi intorno a me.

Sporco sono in strada.

Sporco m’ incammino.

Sporco cerco un cuore.

Sporco cerco braccia,

Sporco vorrei,

essere amato.

Con Prepotenza!

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